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Il castello e la sua storia

Molti particolari lasciano credere che parte dell’attuale Castello di Montorio sia di origine romana o, almeno, sia stato ricostruito nello stesso luogo dove sorgeva un qualche stabilimento militare dell’antica Roma. Soprattutto confermano questo alcuni frammenti di una lapide, idoletti di bronzo, monete e medaglie che sono stati rinvenuti in zona.

 

Il castello di Montorio

I numerosi ritrovamenti archeologici costituiscono una testimonianza fondamentale per la storia del luogo e le trasformazioni del paesaggio circostante.

Gli scavi, iniziati nella prima metà dell’Ottocento da Gian Girolamo Orti Manara e proseguiti fino ai nostri giorni ci hanno restituito una complessa stratigrafia dove il castelliere paleo-veneto venne sostituito da un complesso fortificato romano, sul quale poi è stato costruito il castello di Montorio nel XII secolo.

Quest’ultimo fu oggetto di trasformazioni in epoca Scaligera che ne aumentarono l’efficienza bellica ampliando il recinto fortificato che alla fine contava ben otto torri.

Durante la dominazione veneziana il castello vide diminuita la sua importanza strategica ma rimase pressoché integro nelle sue strutture, fino all’Ottocento quando la collina entrò a far parte del complesso sistema fortificato asburgico che trasformò la città di Verona nella principale piazzaforte del Lombardo-Veneto.

I lavori eseguiti tra il 1859 e il 1866 dall’Esercito austriaco per aggiornare il castello alla guerra ‘moderna’, comportarono la demolizione di cinque torri, di gran parte della cortina muraria Nord-Ovest e Nord-Est (sostituite da terrapieni a scarpa per postazioni in barbetta) e della rimozione della merlatura dalle strutture rimaste.

Se questo imponente lavoro di distruzione da un lato ci ha fatto perdere gran parte del castello medievale, dall’altro ci ha consegnato una testimonianza eccezionale che permette di leggere la ricca stratigrafia e una sezione esauriente dei modi costruttivi, delle tecniche e dei materiali dell’arte fortificatoria medievale.

Il complesso venne abbandonato a partire dagli anni ’20 del Novecento, quando decadde il vincolo militare attorno alla città di Verona e molte strutture difensive obsolete vennero dismesse dall’Esercito.

Per il castello iniziò un lungo periodo di abbandono e di degrado fino al 1987 quando venne acquisito dal Comune di Verona con l’intenzione di farne il fulcro per un parco archeologico che comprendeva anche le zone limitrofe.

Molti particolari lasciano credere che, parte dell’attuale Castello di Montorio, sia di origine romana o, almeno, sia stato ricostruito nello stesso luogo dove sorgeva un qualche stabilimento militare dell’antica Roma. Soprattutto confermano questo alcuni frammenti di una lapide, idoletti di bronzo, monete e medaglie che sono stati rinvenuti.

Il Castello sembra essere stato eretto nel 995, anche se, secondo alcune ricerche, sembra fosse presente già agli inizi del 900. In ogni caso nel 995 l’imperatore Ottone III donò il Castello al monastero di San Zeno.

 

Ieri

Nel XII secolo il castello sembrava essere il perno di un complesso fortificato a protezione della zona di pianura sotto Verona. Nel 1228 il maniero rientra tra i 29 castelli di proprietà del comune di Verona con guarnigione e Capitano.

Il castello dovette subire una devastazione nel 1313 a opera dei Carraresi di Padova ma sotto il dominio degli Scaligeri venne ricostruito più bello di prima e la sua importanza militare e strategica crebbe ancor più.

Anche sotto la dominazione dei Visconti e dei veneziani rimase luogo di notevole importanza strategica fino a quando non iniziò il lento inesorabile declino che culminò con la cessione a privati cittadini della bastia e dei terreni adiacenti. In un dipinto del 1663 di Iseppo Cuman è ben visibile l’imponenza del castello che era difeso da una cinta di mura con ben otto torri di guardia e al cui interno erano presenti un imponente mastio alto oltre 30 metri con terrazza merlata e risalente agli inizi del XII secolo, varie abitazioni per le guarnigioni, una chiesa e un pozzo per l’acqua, indispensabile in caso di assedio.

 

Oggi

Quanto visibile attualmente, risulta essere il castello fortificato tra il XII e il XIV secolo; è composto da due recinti di mura e l’accesso è reso possibile passando dalla bastia.

Delle otto torri originarie ne restano solo quattro, così come manca una parte della cinta di mura e, di quella che era la caserma degli artiglieri austriaci, si possono vedere solo i ruderi.

Su di un lato svetta con i suoi 21 metri di altezza la Torre Vescovile, coperta con volta a crociera e di cui sono rilevabili tre fasi costruttive.

Sono ancora presenti la torre angolare ovest e quella angolare est: la prima, attribuibile al periodo tardo scaligero, è meno bella e interessante rispetto al Mastio e alla Torre Vescovile, mentre la seconda, in parte demolita, rappresentava uno dei punti di raccordo con la cinta esterna.

 

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