
In occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polveriera del Castello di Montorio ospita EKMEK, uno spettacolo che invita a riflettere sulle relazioni, sul rispetto e sulla possibilità di immaginare un modo diverso di stare accanto alle donne.
Attraverso il linguaggio del teatro, l’incontro diventa un’occasione per guardare oltre gli stereotipi e interrogarsi sul ruolo degli uomini nella costruzione di una cultura fondata sull’ascolto, sulla libertà e sulla responsabilità condivisa. Perché il cambiamento passa anche dalla capacità di riconoscere l’altra persona nella sua autonomia, senza possesso né prevaricazione, e dalla scelta quotidiana di costruire relazioni paritarie.
La storia di Barbablù è una delle fiabe più affascinanti e inquietanti della tradizione europea.
Nel tempo è stata interpretata in molti modi come una storia sulla curiosità e sul desiderio di conoscere la verità, come una metafora della violenza domestica e del controllo esercitato da un uomo sulla propria compagna, come il racconto del passaggio dall’ingenuità alla consapevolezza, in chiave psicologica, come il confronto con il lato oscuro dell’essere umano.
È una fiaba che sotto la superficie parla di temi molto attuali: manipolazione, potere, segreti e libertà, per questo si presta a una rilettura contemporanea sulla violenza di genere. Non è solo un thriller o la storia di un “mostro che uccide” perché il cuore della vicenda non è semplicemente l’omicidio, ma il meccanismo della manipolazione, la complicità della famiglia di origine e del contesto sociale. Un uomo – un mostro – che si nasconde nelle nostre città, nel vicino di casa, nell’amico d’infanzia, nel compagno che abbiamo a fianco. Barbablù non appare violento fin dall’inizio, è affascinante, premuroso, rassicurante. La violenza arriva dopo, quando la donna è ormai entrata nel suo mondo. È esattamente questo che rende la fiaba così moderna e che ci ha spinto alla sua riscrittura teatrale.
Per quanto morbosamente attraenti, i femminicidi sono incomprensibili, fanno orrore, destabilizzano poiché ovunque può celarsi il pericolo. La cronaca ci racconta troppo spesso di donne annientate che solo raramente sopravvivono. Eppure il pericolo non è solo negli uomini, può nascondersi anche in altre donne, madri, sorelle, figlie, altrettanto crudeli e terribili perché omertose o complici. O in noi stesse che non possiamo o vogliamo cogliere i segnali e vedere la verità. Nella fiaba la chiave apre la stanza proibita, nella nostra rilettura diventa il simbolo della consapevolezza. Ogni donna possiede una chiave e per molto tempo non sa a cosa serve, finché non apre la porta della verità.
Sabato 21 novembre, ore 18.00
Polveriera – Castello di Montorio, Verona
Ingresso gratuito
Al termine dello spettacolo seguirà un momento conviviale con rinfresco.
L’evento è inserito nel Programma Off di L’Eredità delle Donne – IX edizione.
L’Eredità delle Donne è un progetto di Elastica con la direzione artistica di Serena Dandini, realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna e con il supporto dei main partner Gucci, Gruppo Hera e Fondazione CR Firenze; con la partnership di Coop Alleanza 3.0 e il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Manodori di Reggio Emilia, SYNLAB Italia, Nespresso, Gruppo Granarolo, Azienda di Promozione Turistica dell’Emilia-Romagna e Giunti Odeon. In collaborazione con il Comune di Bologna, Comune di Reggio Emilia, Comune di Ravenna e Città di Firenze.
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